«Sono appena stato informato dalle nostre Forze Armate che la scorsa notte gli iraniani hanno abbattuto uno dei nostri sofisticatissimi elicotteri Apache mentre pattugliava lo Stretto di Hormuz. A bordo c'erano due piloti, entrambi sani e salvi. Ciononostante, gli Stati Uniti devono, per necessità, rispondere a questo attacco». Lo scrive su Truth il presidente Usa, Donald Trump.
Il governo britannico ha invitato imprese e cittadini del Regno Unito a non svolgere attività economiche e finanziarie negli insediamenti israeliani in Cisgiordania, considerati illegali dal diritto internazionale. La ministra degli Esteri Yvette Cooper ha dichiarato in Parlamento di aver rafforzato le linee guida sui rischi aziendali, rendendo «chiare e inequivocabili» le indicazioni contro qualsiasi coinvolgimento economico nelle colonie.
Secondo Londra, tali attività non solo espongono a rischi legali e reputazionali, ma finiscono anche per favorire gruppi di coloni violenti. Cooper ha sottolineato che «non dovrebbero trarre profitto dalla terra che hanno sottratto ai palestinesi», aggiungendo inoltre critiche al governo israeliano per la gestione delle violenze dei coloni, giudicando insufficienti le misure di responsabilità e controllo.
«L’attacco che abbiamo effettuato in Iran era una preparazione per un colpo molto più significativo e duro» e «siamo pronti a tornare e sferrare un altro duro e profondo attacco contro l’Iran». Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Israel Defense Forces), il tenente generale Eyal Zamir, sottolineando che i tentativi di Teheran di «imporre le proprie condizioni falliranno».
«Tutti i nostri sistemi di difesa e offensivi erano in allerta e pronti. Abbiamo intercettato le minacce lanciate contro di noi e abbiamo colpito in Iran in modo rapido e deciso», ha affermato Zamir, riferendosi all’ultimo scambio di attacchi tra Israele e Iran.
E ancora: «Il tentativo iraniano di imporre le proprie condizioni e cambiare la realtà fallirà. Continueremo a operare e ad aggravare i danni all’organizzazione terroristica di Hezbollah e a difendere le comunità del nord».
«L’Idf ha mantenuto e continua a mantenere la prontezza e la preparazione immediate per un ritorno ai combattimenti in Iran», ha ribadito il capo di Stato maggiore.
Hamas e i mediatori al Cairo hanno concordato una bozza di proposta in base alla quale consegnerebbero le armi in cambio del ritiro completo delle truppe israeliane da Gaza. Lo riferisce il canale saudita Al-Arabiya, citando un funzionario palestinese anonimo. Secondo la stessa fonte, Hamas «lega la questione delle armi al ritiro completo di Israele dalla Striscia». Secondo il funzionario che ha parlato con Al-Arabiya, si ritiene che Israele e Nikolay Mladenov, il principale inviato per Gaza del Board of Peace del presidente statunitense Donald Trump, respingeranno le condizioni di Hamas per la consegna delle armi. Nei giorni scorsi, Hamas e i mediatori hanno tenuto un altro ciclo di colloqui al Cairo in merito al cessate il fuoco a Gaza e ai progressi verso la seconda fase dell’accordo, compresa la questione del disarmo di Hamas.
Nel contesto della fragile tregua tra Israele, Stati Uniti e Iran, la Cina ha esortato tutte le parti a evitare una nuova escalation del conflitto, chiedendo «azioni concrete per stemperare la situazione» in Medio Oriente.
«Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, che dura da tre mesi, ha colpito duramente i Paesi del Golfo e l’intera regione mediorientale», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, in una nota.
«In questo momento critico dei negoziati tra Iran e Stati Uniti, nessuno dovrebbe riaccendere il conflitto militare. La sovranità, la sicurezza e l'integrità territoriale dei Paesi della regione devono essere rispettate e tutelate», ha aggiunto il portavoce cinese.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso preoccupazione per la situazione in Medio Oriente e invitato a rispettare i cessate-il-fuoco in Libano, Iran e a Gaza. «Sono profondamente allarmato dall'escalation rinnovata in Medio Oriente. Tutti gli attacchi devono cessare immediatamente. I cessate il fuoco in Libano, Iran e Gaza devono essere pienamente rispettati», ha scritto su X. «Sono anche profondamente preoccupato dalla decisione di Israele di chiudere i valichi verso Gaza e ribadisco il mio appello per la riapertura immediata» di tutti i passaggi di frontiera per «garantire il passaggio rapido, sicuro e senza ostacoli di aiuti umanitari su vasta scala». Guterres ha poi invitato al rispetto «dei diritti e delle libertà di navigazione, in conformità al diritto internazionale» così come ad «adottare tutte le precauzioni possibili per proteggere i civili». Per Guterres, «non esiste una soluzione militare ai conflitti in Medio Oriente. L'unica via d'uscita è attraverso il dialogo e i negoziati» e dunque le parti devono lavorare «per soluzioni diplomatiche che promuovano la pace e la sicurezza regionale e internazionale».
Almeno 8 persone sono rimaste uccise, e 32 ferite, in un raid aereo israeliano su una popolare zona residenziale a Tiro, secondo quanto riferito dalla Protezione Civile del Libano meridionale ad Al Jazeera Arabic. L’attacco è avvenuto poco dopo che l’esercito israeliano aveva emesso ordini di sfollamento per la città. Gli operatori della protezione civile stanno evacuando gli anziani mentre i residenti sono in fuga, ha riferito l’Agenzia di stampa nazionale. L'ordine di sfollamento includeva il quartiere cristiano della città, precedentemente escluso, ma l’esercito israeliano ha affermato che combattenti di Hezbollah operano in quella zona.
Donald Trump ha annunciato che un accordo con l’Iran era imminente ben 37 volte. A fare i conti delle dichiarazioni trionfali del presidente americano è stata Cnn, che spiega come siano passati più di due mesi da quando il presidente Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco con l’Iran, affermando all’epoca che le due parti erano vicine a un accordo. Il 7 aprile, ricorda, Trump ha dichiarato sui social media che erano «a buon punto», ma che servivano due settimane affinché «l’accordo fosse finalizzato e perfezionato». Concluse dicendo che «è un onore vedere questo problema di lunga data vicino alla soluzione». La soluzione non è però arrivata, rimarca Cnn. Ciononostante, Trump ha trascorso i due mesi successivi continuando a suggerire che l’accordo fosse imminente. E lo ha fatto appunto, ben 37 volte, tra post sui social media, apparizioni pubbliche e telefonate con i news media, tra annunci di accordo imminente o dicendo che l'Iran era disperato di raggiungerlo. «Non c’è alcuna indicazione che ciò sia più vero oggi di quanto lo fosse il 7 aprile - scrive Cnn - Ma Trump continua a ripeterlo, o perché è un illuso, o perché cerca di calmare i mercati finanziari, o perché pensa di poterlo far avverare con la sola forza di volontà».
Il 78% del traffico Internet in Iran è tornato e continua a crescere quotidianamente. Lo ha detto all’agenzia di stampa Isna l’amministratore delegato di una società di infrastrutture per la comunicazione. Secondo la fonte, la qualità del servizio «migliora di giorno in giorno» ma circa il 30 per cento dei 100 mila domini più importanti al mondo è ancora chiuso agli iraniani a causa delle sanzioni. A fine aprile il governo iraniano ha decretato la fine del blocco di Internet deciso all’inizio della guerra. Tuttavia, il sito di monitoraggio indipendente Netblocks ha evidenziato che l'accesso alla rete continua ad essere filtrato.
Due membri dell'equipaggio statunitense sono stati tratti in salvo dopo che un elicottero Apache sarebbe precipitato ieri sera vicino allo Stretto di Hormuz. Entrambi stanno bene, come confermato dal presidente Usa, Donald Trump. Non è ancora chiaro se l'elicottero AH-64 sia stato abbattuto o abbia avuto un guasto tecnico, secondo quanto riportato dal New York Times.
Gli Stati Uniti utilizzano l'elicottero AH-64 Apache per pattugliare la via navigabile nel tentativo di scoraggiare gli attacchi da parte di piccole imbarcazioni e abbattere i droni.
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno appena emesso un avviso di evacuazione per i residenti di Tiro, nel Libano meridionale. Nell'avviso si legge che l'esercito israeliano è «costretto ad agire» contro «una violazione dell'accordo di cessate il fuoco e un attacco al fronte interno israeliano» da parte di Hezbollah. «Per la vostra sicurezza, vi esortiamo a evacuare immediatamente le vostre case secondo l'area indicata sulla mappa», scrivono le Idf, aggiungendo che «la vostra presenza vicino a elementi di Hezbollah, alle loro strutture o in zone di combattimento mette in pericolo le vostre vite». La notizia arriva dopo che ieri l'Iran ha promesso di riprendere le operazioni militari contro Israele se gli attacchi in Libano, compreso il sud del Paese, fossero proseguiti.
Il presidente Usa, Donald Trump, dopo aver assistito alle finali Nba a New York, ha dichiarato che Israele e Iran si lasceranno in pace per almeno una settimana, dopo «un’ottima conversazione», ieri, tra lui e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. «Netanyahu è stato colpito, e ha risposto per le rime. Non posso biasimarlo per questo. Ora si lasceranno in pace per un'altra settimana circa», ha affermato Trump, aggiungendo che gli Stati Uniti sono «nella fase finale di quello che sarà un ottimo accordo che non permetterà in alcun modo, forma o maniera la diffusione di armi nucleari, eccetera».
Secondo Axios, Trump ha avvisato Netanyahu che potrebbe ritrovarsi ad attaccare da solo, senza il sostegno degli Usa: «Bibi, faresti meglio a stare attento, altrimenti presto resterai da solo».
«Credo che siamo molto vicini a raggiungere un accordo molto, molto valido, solido e incisivo. Se bombardassimo - cosa che possiamo fare molto facilmente, se vogliamo - e continuassimo a bombardare per altre due o tre settimane, non rimarrebbe loro assolutamente nulla, ma lo Stretto di Hormuz rimarrebbe chiuso per mesi», ha detto Trump. «Se bombardassimo, molte persone morirebbero. Chi lo vorrebbe? Io no. Avremo un documento firmato che sarà in realtà più efficace del bombardamento stesso». Il presidente Usa ha aggiunto che «lo Stretto di Hormuz verrà riaperto immediatamente» dopo la firma, che «potrebbe avvenire tra due o tre giorni». (riproduzione riservata)