Fidia è appena tornata in utile eppure amministratori e revisori hanno ancora preoccupazioni sul futuro del gruppo. La società che produce macchine utensili, nata negli anni Settanta e presenza storica a Piazza Affari - dove è quotata dal 2001 -, ha chiuso il 2025 con ricavi per 30,5 milioni di euro (+75%) e 1 milione di profitti. Tuttavia, la relazione sulla gestione contenuta nel bilancio 2025 e ripresa da Deloitte, include alcuni dubbi su debiti scaduti, bassa marginalità e liquidità.
Il ritorno all’utile è per Fidia un tassello chiave nella strategia di rilancio impostata tre anni fa, quando la società ha finito di ripagare i creditori coinvolti in una precedente procedura di concordato preventivo. Allora l’azienda si è dotata di un piano industriale, appena aggiornato fino al 2028. Nel frattempo è rimasta in pista grazie a un prestito obbligazionario convertibile (poc) sottoscritto da Global Growth Holding Limited, controllata dal fondo emiratino Negma.
Il poc ha dato all’azienda la liquidità necessaria per uscire dalla crisi finanziaria, andando però ad abbattere il titolo: cinque anni fa un’azione Fidia costava circa 250 euro, ora si aggira intorno a 0,007 euro (nonostante un rialzo del 36% nell’ultimo mese). Proprio la dipendenza dai capitali emiratini, unita alla contemporanea assenza di linee di credito bancario e altre fonti di finanziamento, rappresenta per Deloitte un fattore di incertezza. Per l’anno in corso il poc dovrebbe garantire a Fidia 5 milioni, di cui 2 milioni già versati.
Entrando nel dettaglio dei numeri, Fidia ha archiviato il 2025 con un ebitda consolidato positivo per 0,6 milioni (da negativo per 4,9 milioni) e un risultato netto positivo per 1 milione rispetto a una perdita di 9,5 milioni nel 2024. L’indebitamento è sceso a 3,9 milioni, con un miglioramento di 2,4 milioni in un anno. Tuttavia, anche secondo Deloitte il gruppo ha ancora «margini economici non adeguati», oltre a debiti scaduti verso i fornitori e una liquidità «soggetta a oscillazioni» in base alle consegne delle macchine. Nei primi quattro mesi del 2026 Fidia ha raccolto ordini per 8,1 milioni. (riproduzione riservata)