Il piano di dismissioni concluso lo scorso anno si avverte sui conti del primo semestre di Enel. Il gruppo guidato dal ceo Flavio Cattaneo ha infatti archiviato i primi sei mesi con un risultato netto di gruppo in calo dell’11% a 3,428 miliardi (-11%), che a parità di perimetro con il primo semestre 2024 risulterebbe in crescita di 160 milioni (+4,4%) a 3,823 miliardi. Anche sull’ebitda ha impattato il disposal plan, sceso dell’11,6% a 11,092 miliardi, mentre l’ebitda ordinario viene indicato a 11,468 miliardi in crescita dello 0,9%.
Crescono invece i ricavi, aumentati del 5,4% a 40,816 miliardi sia per effetto dell’aumento dei ricavi nella Generazione Termoelettrica e Trading per la vendita di commodity sul mercato wholesale sia, con riferimento a Enel Grids, per le maggiori quantità di energia elettrica distribuita e per gli adeguamenti tariffari rilevati in Italia e Argentina, al netto degli effetti delle variazioni di perimetro nei due periodi a confronto connesse principalmente alla cessione delle attività di distribuzione e generazione di energia elettrica in Perù. L’indebitamento finanziario netto è in calo a 55,447 miliardi grazie, tra l’altro, ai positivi flussi di cassa generati dalla gestione operativa.
La riduzione dei margini di Enel in Italia, sia nel retail, per i minori prezzi medi applicati ai clienti finali, sia nelle rinnovabili per la minore disponibilità della risorsa idrica, «è stata più che compensata dal positivo contributo delle reti in Italia, Spagna e Argentina e dei business integrati in Spagna», ha sottolineato il gruppo nel comunicato. L’apporto dell’America Latina, viene specificato, sarebbe stato maggiore escludendo l’effetto cambio, che nel primo semestre 2025 ha avuto un impatto negativo di circa 270 milioni di euro in confronto all’anno precedente.
Enel prevede che a fine anno l’utile netto ordinario si attesterà «nella parte più alta della guidance», ha detto Cattaneo nella nota di commento ai conti, sottolineando che «i risultati del primo semestre confermano ancora una volta l’efficacia della nostra strategia di capital allocation e delle iniziative di advocacy in Europa e nelle Americhe, che ci hanno consentito di migliorare il profilo rischio-rendimento del gruppo riducendo l’esposizione alla volatilità dei mercati energetici e aumentando la visibilità sull’evoluzione del business». Cattaneo ha aggiunto che la creazione di valore continuerà a guidare le azioni di Enel.
Il gruppo ha poi avviato un programma di acquisto di azioni proprie per un esborso complessivo fino a 1 miliardo e un numero massimo di azioni in ogni caso non superiore a 495 milioni, equivalenti a circa il 4,87% del capitale. Il programma, la cui durata si protrarrà dal primo agosto a non oltre il 31 dicembre 2025, è volto a riconoscere agli azionisti una remunerazione aggiuntiva rispetto alla distribuzione dei dividendi per effetto dell’annullamento delle azioni proprie acquistate per tale finalità. A tal proposito Cattaneo ha detto che il buyback «migliorerà ulteriormente la remunerazione degli azionisti di Enel, in aggiunta a quanto già previsto dalla nostra solida politica dei dividendi».
Enel, intanto, sta proseguendo con la crescita per linee esterne aumentando la capacità rinnovabile installata. La controllata Egpe, società del gruppo controllata tramite Endesa, ha siglato e perfezionato un accordo per comprare da Caja Rural de Soria e Caja Rural de Navarra il 37,5% e il 25% rispettivamente del capitale sociale di Cetasa, società che detiene un portafoglio di 99 Mw di impianti eolici operativi nella provincia spagnola di Soria (circa 240 GWh all’anno di produzione) e altri 30 Mw di progetti eolici in fase di sviluppo.
Per effetto dell'accordo, Egpe ha aumentato la propria partecipazione in Cetasa raggiugendo il 100%. L’enterprise value riferito al 100% riconosciuto nell'accordo è di circa 60 milioni di euro, soggetto ad aggiustamenti usuali per questo tipo di operazioni. A regime, si prevede un incremento dell’ebitda per Egpe di circa 10 milioni di euro all'anno. Il deal è in linea con la strategia di crescita della capacità di generazione da fonti rinnovabili del gruppo anche attraverso l’acquisizione di asset già in esercizio. La capacità rinnovabile consolidata installata netta totale di Endesa al 30 giguno ammontava a circa 10,8 Gw.
Come se non bastasse, la società è in «fase finale di un negoziato per comprare asset brownfield in Usa e in Ue, mentre esploriamo il mercato per valide e creative opportunità», ha detto Cattaneo in conference call.
Enel ha annunciato e perfezionato nel corso del 2025 una serie di operazioni strategiche per un totale di 1,86 Gw di nuova capacità rinnovabile. Le operazioni, distribuite tra Europa, Stati Uniti e Australia, rientrano nella strategia del gruppo di crescita sostenibile e creazione di valore. Nel dettaglio, le operazioni completate includono: Spagna con l’acquisizione di impianti idroelettrici per 626 MW e asset eolici per 99 MW; Australia: sviluppo e acquisizione di impianti eolici, solari e sistemi di accumulo (BESS) per un totale di 700 MW; Stati Uniti: perfezionamento per 285 MW di eolico e infine Grecia con il perfezionamento di altri 150 MW di eolico. (riproduzione riservata)