Costruire un portafoglio di bond da una cedola al mese sotto la pari, si può: ma conviene ancora?
Costruire un portafoglio di bond da una cedola al mese sotto la pari, si può: ma conviene ancora?
Dopo i tagli Bce i rendimenti dei titoli di Stato sono sempre più magri. Andarli a cercare sotto la pari è ancora possibile, ma le cedole non saranno altissime. Se però si aspettano le plusvalenze il gioco può valere la candela

di Marco Capponi 28/11/2025 20:00

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Acquistare titoli di Stato sotto la pari, incassare le cedole e alla fine la plusvalenza; tutto tassato solo al 12,5%. Il sogno di ogni investitore income (cioè orientato alla rendita degli investimenti) può diventare realtà con un ulteriore valore aggiunto: la possibilità di intascare una cedola al mese, da gennaio a dicembre, per un certo periodo di tempo.La vera domanda è: conviene davvero farlo?

Nella simulazione che segue Skipper Informatica ha stilato per MF-Milano Finanza un portafoglio di titoli di Stato europei che, partendo da un investimento di 50 mila euro, garantisca ogni mese un’entrata regolare per cinque anni e anche qualcosina in più. Infatti il portafoglio-tipo, costruito incrociando quasi 70 mila combinazioni su un insieme di 34 titoli, garantirebbe flussi fino al 25 febbraio 2031.

Quelle piccole cedole

Il vero problema di una simulazione di questo tipo, pensata appositamente per non pesare sugli investitori con minusvalenze finali in conto capitale (che potrebbero comunque essere portate in compensazione nello zainetto fiscale), è che trovare titoli di Stato che prezzano sotto la pari e hanno cedole generose è molto complesso. Il motivo è semplice: dopo i tagli dei tassi Bce, gli emittenti (in questo caso gli Stati) possono finanziarsi a tassi molto più bassi e quindi pagando cedole inferiori.

Va da sé che i prezzi dei titoli emessi in epoca di tassi elevati prezzino tutti attualmente molto sopra la pari. Per fare un esempio, un Btp a tasso fisso con scadenza nel maggio 2031 e cedola annua del 6% pagata semestralmente oggi prezza oltre 116.Con buona pace delle plusvalenze finali per il portafoglio. Ma con uno scotto da pagare per chi volesse comunque provare a investire sotto la pari: cedole meno generose che in passato.

Le cedole mese per mese

Ecco allora che, ipotizzando un capitale iniziale di 50 mila euro, la migliore combinazione possibile – composta da 10 bond – consente di portarsi a casa per cinque anni 717 euro l’anno, con un minimo di 57 euro (a febbraio, maggio, luglio, agosto e novembre) e un massimo di 67 a ottobre.

Insomma: con questo portafoglio si riuscirebbe a pagare in media una cena in pizzeria per due persone o in alternativa gli abbonamenti alle piattaforme di streaming. l portafoglio-modello prevede l’acquisto di due Btp con cedole al 2,5% e 1,65% (in scadenza rispettivamente a dicembre e marzo 2032), tre Oat francesi al 2,7%, 2% e 1,5%, un Bono spagnolo al 2,55%, un Bund all’1,7% e tre titoli di Stato di Finlandia allo 0,75%, Cipro allo 0,95% e Portogallo all’1,65%. Il tutto con un rendimento a scadenza netto annuo totale del 2,6%, che però verrebbe spalmato tra le - piccole cedole mensili e la plusvalenza finale.

L’effetto plusvalenza

È proprio la plusvalenza che può costituire il valore aggiunto di un portafoglio di questo tipo. I prezzi dei bond vanno infatti da un minimo di 87 (per l’obbligazione cipriota) a un massimo di 99,7 (per uno degli Oat). Altro aspetto positivo è che, anche una volta finito il gioco delle cedole mensili, bisognerebbe aspettare solo fino al 2032 – poco più di un anno dopo la fine dei pagamenti mensili garantiti – affinché tutti i bond vadano in scadenza e paghino le plusvalenze, rimborsando l’investitore alla pari. E se si volesse vendere il portafoglio alla fine dei cinque anni?

Skipper ha simulato la somma di controvalore e cedole al 25 novembre 2030 in tre scenari. Primo caso: se il rendimento di ciascun titolo in portafoglio non subisse alcuna variazione la somma di controvalore e cedole, a fronte di 47.763 euro investiti, sarebbe pari a 54.132 euro (tasso di crescita composto annuo del 2,54%). Nel caso in cui il rendimento di ciascun titolo dovesse scendere di un punto il totale salirebbe a 54.731 (cagr del 2,76%). Nel caso in cui dovesse salire di un punto scenderebbe a 53.547 (cagr del 2,31%).

L’identikit dell’investitore-tipo

Morale: con i tassi attuali andare a cercare ghiotte occasioni sotto la pari in un’ottica di rendita potrebbe non essere la scelta ottimale. Sarebbe più utile all’obiettivo, per esempio, inserire in un portafoglio di questo tipo titoli di Stato con cedole più generose, acquistandoli sopra la pari e accettando però la minusvalenza finale. A chi potrebbe convenire invece un investimento di questo tipo, se fatto sotto la pari? Il profilo potrebbe essere quello di un investitore che deve depositare, nel medio periodo, una quantità di denaro abbastanza significativa e vuole riprenderla alla fine maggiorata di una plusvalenza, avendo però una piccola entrare mensile per gestire delle spese ricorrenti. (riproduzione riservata)