Bending Spoons vede altri due aumenti dopo l’ipo: al cda delega di 5 anni per emettere nuove azioni fino al 20% del capitale
Bending Spoons vede altri due aumenti dopo l’ipo: al cda delega di 5 anni per emettere nuove azioni fino al 20% del capitale
Dopo l’aucap da 120 milioni di azioni per il Nasdaq, i soci affidano al board due mandati di aucap: altre 120 milioni di quote per acquisizioni, bond convertibili o per partner strategici e 60 milioni di quote a pagamento

di di Alberto Mapelli 09/06/2026 22:00

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Bending Spoons si è già riservata una doppia strada per raccogliere risorse dopo la quotazione al Nasdaq. Il cda del colosso tech italiano – guidato dal ceo Luca Ferrari e fondato con Luca Querella, Francesco Patarnello e Matteo Danieli – ha ottenuto dai soci la delega per effettuare altri aumenti di capitale significativi nei prossimi cinque anni, continuando così ad avere munizioni per la strategia di acquisizioni che ha fatto grande l’ex startup.

La notizia emerge dalle pieghe del nuovo statuto di Bending Spoons, depositato presso la Sec insieme al prospetto di ipo. Come rivelato ieri da MF-Milano Finanza, per la quotazione la big tech italiana ha previsto al massimo l’emissione di 120 milioni di nuove azioni, pari a circa il 15% del capitale post-emissione, e di altre 51 milioni di azioni per i piani di incentivazione dei dipendenti (quest’ultimo da eseguire entro fine 2046). Tuttavia, negli articoli 6.10 e 6.11 dello statuto emerge anche che il cda ha già in mano la delega dei soci per poter avviare, entro giugno 2031, l’emissione di altre azioni, anche in più tranche di aumento di capitale e con la possibilità di escludere il diritto di opzione.

Il dettaglio delle deleghe al cda

La prima delega riguarda l’emissione fino a 120,1 milioni di altre azioni oltre a quelle dell’ipo, conferibili a pagamento o gratuitamente, o necessarie per fare da sottostante a nuove obbligazioni convertibili. Se nel caso dei bond è evidente la possibilità di utilizzarle per raccogliere finanziamenti, le prescrizioni per le nuove quote raccontano la possibilità strategica di utilizzarle come moneta di scambio in operazioni di m&a.

Nello statuto, non a caso, viene specificato che la limitazione del diritto di opzione può essere esercitata per l’utilizzo delle nuove quote: in acquisizioni; a servizio di piani di compensazione azionaria o fidelizzazione dei dipendenti; riservandole a partner industriali, finanziari o strategici.

La seconda delega, invece, riguarda la possibile ulteriore emissione fino a 60 milioni di azioni, sempre con l’opportunità di escludere il diritto di opzione. In questo caso l’aumento è consentito solo a pagamento, con il collocamento sul mercato di nuove azioni per raccogliere capitali.

Il peso sul capitale

Ovviamente non è scontato che le deleghe vengano esercitate integralmente. Nello scenario in cui vengano emesse sia tutte le azioni legate all’ipo sia quelle delle due deleghe, 120 milioni di azioni sarebbero pari al 12/13% del capitale e 60 milioni di azioni al 6/7% del capitale.

Va evidenziato che la condizione per tutti gli aumenti di capitale è che i quattro founder non scendano sotto i 50,01% dei diritti di voto dopo l’emissione delle quote, causando il cambio di controllo di Bending Spoons. (riproduzione riservata)