Vacchi (Ima): utile 2019 in sensibile aumento. Senza contare Atop e Gima TT

di Elena Dal Maso 12/06/2019 14:25

Vacchi (Ima): utile 2019 in sensibile aumento. Senza contare Atop e Gima TT
 
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Dopo aver quotato il settore tabacco sullo Star a settembre 2017, ieri Ima ha annunciato la fusione di Gima TT, che tornerà in seno alla capogruppo. La società era stata portata a Piazza Affari a 12,5 euro per azione, verrà delistata ad un valore di 8,4 euro, dopo due anni sull'ottovolante, a causa delle difficoltà incontrate negli Usa da parte della Food and Drug Administration. La stessa Fda che di recente ha dato però il via libera alle sigarette di nuova generazione che scaldano e non bruciano il tabacco.

Oggi gli analisti di Akros si dicono in parte dispiaciuti per un delisting che arriva nel momento in cui le nubi sembravano sparire all'orizzonte, ma Kepler Cheuvreux consiglia agli azionisti di Gima TT di accettare il concambio di 11,4 nuove azioni Ima contro 100 titoli Gima TT, un premio dell'8,5% sul prezzo di borsa di ieri che indica un valore implicito di 8,4 euro, scrive Kepler. Non è prevista la possibilità del diritto di recesso per i soci di minoranza e questo perché entrambi i board delle società hanno votato a favore della fusione. Una scelta diversa dall'opa, che infatti non deve essere lanciata. 

Valutata 8,4 euro, Gima TT viene delistata al 33% in meno del valore di quotazione. E se si aggiunge anche il dividendo di 0,84 euro per azione staccato nel frattempo, si scende al 26%, che implica un rapporto prezzo/utili al 2020 in linea con le 21 volte espresse nello stesso rapporto lo scorso anno e al quale la società è stata quotata. Ma nel frattempo, come riporta Kepler, la capacità di produrre utili è scesa sensibilmente. Con la conseguenza che gli analisti stimano un Earning per share al 2020 di 0,4 euro, il 32% inferiore rispetto al 2018, quando era di 0,59 euro.

"Abbiamo sempre ritenuto che gli effetti anche positivi della Fda non siano immediati e del resto Gima TT ha vissuto due anni di forte volatilità in borsa. Ora che rientra in Ima contribuirà con circa 110 milioni di euro di ricavi di cui attorno a 40 milioni di ebitda in un gruppo che lo scorso anno ha registrato ricavi per 1,5 miliardi e 260 milioni di margine operativo lordo", spiega Alberto Vacchi, presidente del gruppo Ima a milanofinanza.it.

"A parità di perimetro, ovvero senza includere l'acquisizione di Atop, prevediamo di chiudere il 2019 con ricavi in linea rispetto all'anno precedente e un utile in sensibile aumento", aggiunge l'imprenditore. Potrebbe essere un incremento a doppia cifra. Atop è una società che effettua l'assemblaggio del rotore nei motori elettrici per autoveicoli, fondata nel 1993 da Luciano Santandrea, Fabrizio Cresti e Massimo Ponzio.

"Abbiamo clienti importanti, fra cui i cinesi di Geely, Volkswagen e Audi", racconta Vacchi, che sta seguendo con attenzione gli sviluppi del settore, che vedono brillante l'attività di fusione e acquisizione. Si pensi alle trattative fra Fca, Renault e Nissan, un capitolo ancora aperto. Oltre il 50% dei ricavi di Atop viene dal settore automotive. Di questo 50%, nel 2017, il 79% delle entrate giungeva ancora in Europa e solo il 14% dall'Asia, ma bel corso dello scorso anno l'espansione del Far East è stata tale, grazie alla Cina, che il colosso Geely potrebbe portare a un'esposizione attorno al 40%, è la stima di Kepler. Cui aggiungere il 55% dall'Europa e il 5% dall'area Nafta.

L'assemblea dei soci dovrà approvare entro il 31 agosto l'operazione di fusione che verrà poi portata a compimento entro fine anno. Sofima (la famiglia Vacchi) possiede il 72,7% dei diritti di voto di Ima, che ha a sua volta il 60,08% dei diritti di voto di Gima TT.  Al momento il titolo Gima TT sale del 5,17% a 8,14 euro, mentre Ima cede il 2,17% a 72,05 euro.