Piazza Affari chiude in rialzo del 2% oltre quota 24mila. Spread a 190 punti

di Rossella Savojardo 13/05/2022 17:20

Piazza Affari chiude in rialzo del 2% oltre quota 24mila. Spread a 190 punti
 
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Già ben intonati per tutta la giornata, i listini hanno allungato il passo a fine seduta trainati da Wall Street, con Milano che sale del 2,05% a 24.048 punti, Parigi del 2,5%, Francoforte del 2,1% e Londra del 2,6%. Dopo la chiusura contrastata di ieri della piazza oltreoceano, sale anche Wall Street con il Dow Jone in progresso dell'1,5%, l'S&P del 2,3% e il Nasdaq del 3,5%. A rassicurare i listini sono state le parole di ieri sera del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che pur spiegando che la strada per riportare l'inflazione sotto controllo non sarà semplice, ha di nuovo cercato di smorzare il timore di giri di vite più aggressivi del previsto sui tassi. Va comunque detto che la volatilità resta alta e non è escluso un cambio di passo.


Focus sui dati macroeconomici. I mercati e le banche centrali continuano a tenere d'occhio gli indicatori macroeconomici nel tentativo di prevedere una possibile recessione. La produzione industriale nell'area euro è diminuita dell'1,8% a marzo su base mensile e dello 0,8% a livello annuale. Lo ha reso noto Eurostat, sottolineando che il dato congiunturale è inferiore a quanto atteso dal consenso degli economisti a -1%. Oggi il vice-presidente della Banca centrale europea ha ribadito che sicuramente lo stop al Qe arriverà a luglio. Quanto ai tassi "bisognerà guardare ai dati", ha detto De Guindos, la vera questione chiave è che non si inneschi una spirale prezzi-salari, ma il numero due di Francoforte non crede che l'Eurozona rischi la recessione.

Sul mercato obbligazionario i rendimenti tornano a crescere dopo i cali di ieri. Il Btp decennale e il Treasury statunitense si sono allontanati dalla soglia del 3% e al momento si attestano rispettivamente a 2,84% e 2,9%. In rialzo anche lo spread Btp/Bund che dopo i 183 punti della vigilia torna adesso in rialzo a 190 punti base.

La volatilità domina anche le materie prime. L'ipotesi sull'embargo dell'Ue al petrolio russo fa balzare ancora una volta i prezzi del greggio con il Brent che tocca ora i 111 dollari al barile (+3,25%) mentre il Wti tratta a 109 dollari (+3,57%). Dopo il rally della vigilia tratta in calo invece il gas (-9,56%) a 96,50 euro al megawattora. A far salire ieri oltre quota 100 euro i prezzi del gas erano state le decisioni di Gazprom di bloccare due gasdotti. A complicare le cose, oggi è arrivata la richiesta, ormai ufficiale, della Finlandia di voler entrare a far parte della Nato. I principali leader politici della Finlandia sono stati informati, infatti, che la Russia potrebbe tagliare le forniture di gas a partire da domani, a seguito dell'annuncio. Lo riporta il giornale finlandese Iltalehti, sottolineando che in precedenza era stata evocata l'ipotesi di un'interruzione il 23 maggio, quando è previsto il prossimo pagamento da parte di Helsinki, che Mosca pretende avvenga in rubli. 

Non si arresta la corsa del super dollaro. Il rally del dollaro sembra inarrestabile dopo le ultime mosse della Russia e il dato Usa sull'inflazione che ha superato le attese toccando l'8,3% in aprile. La valuta è attualmente in rialzo su tutte le altre principali monete, con l'euro che scivola a 1,04 dollari, seguito dalla sterlina a 1,22 dollari. Il biglietto verde continua a rafforzarsi anche sullo yen a quota 129 (+0,72%). Dopo il crollo degli ultimi giorni, il bitcoin oggi recupera il 2,96% e ritorna oltre quota 30 mila, ma la situazione resta fortemente incerta dopo il collasso di Thether di ieri