Mps cede 340 milioni di crediti deteriorati

di Elena Dal Maso 13/08/2019 10:23

Mps cede 340 milioni di crediti deteriorati
 
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Questa mattina Mps sale dello 0,5% a 1,21 euro per azione. La banca senese sta proseguendo il percorso di derisking e ha appena chiuso altre quattro operazioni di cessione di crediti deteriorati per 340 milioni di euro. I deal, informa lo stesso istituto toscano, riguardano la cessione di crediti in sofferenza misti secured e unsecured per complessivi 137 milioni e tre operazioni su crediti unlikely to pay prevalentemente secured, per 202 milioni, su portafogli di Banca Mps e Mps Capital Services.

Gli accordi si aggiungono a quelli recentemente siglati con Illimity Bank (31 luglio) e con un'affiliata di Cerberus Capital Management (1 agosto) e portano a quasi 1,5 miliardi di euro le non performing exposures complessivamente ceduti dalla banca nelle ultime due settimane. La conclusione di questi accordi, sottolinea Mps, rappresenta "un ulteriore e significativo passo avanti nel processo di accelerazione del derisking previsto dal Piano di Ristrutturazione 2017-2021 e nel rispetto degli impegni presi con la Commissione Europea".

Il tema della cessione dei crediti in sofferenza era stato affrontato dall'amministratore delegato Marco Morelli durante la presentazione dei risultati dei nove mesi. La strategia risponde a una moral suasion della Bce che ha chiesto un cambio di passo alla banca senese, come ha riportato MF-Milano Finanza l'1 agosto scorso. Al punto che a giugno Rocca Salimbeni ha dovuto chiudere il contratto con il Juliet (Cerved e Quaestio) per spingere l’acceleratore sulle cessioni. Morelli, parlando con gli analisti, aveva spiegato di dover "raggiungere un livello di Npl sotto il 10% il prima possibile".

A fine 2016 Mps aveva oltre 40 miliardi di crediti in sofferenza, oltre un terzo dei prestiti in portafoglio. Al 30 giugno il gross Npe ratio era al 14,6% (17,3% a fine 2018) e l’obiettivo della banca è portarlo al 12,7% a fine 2019, anticipando di 24 mesi gli obiettivi del piano e senza ulteriori impatti sul conto economico.

Nel frattempo la banca ha chiuso il semestre con un utile di 93 milioni, in calo del 67% rispetto allo stesso periodo del 2018. Sul risultato hanno pesato componenti negative, non operative, per 140 milioni. I ricavi sono calati a 1,55 miliardi (-9,3%) per effetto di una contrazione del margine di interesse a 813,2 milioni (-6,5%) e delle commissioni nette a 722,5 milioni (-10,7%). Il risultato operativo netto è calato a 151 milioni (82 milioni nel secondo trimestre) in discesa del 51% rispetto al semestre 2018.

Per quanto riguarda la situazione patrimoniale, il Cet 1 si è attestato al 14% (13,7% a fine 2018) mentre il Total Capital Ratio è risultato pari al 15,5%. Quanto alle operazioni straordinarie, Mps ha raccolto 60 manifestazioni di interesse per l’intero portafoglio di immobili messo in vendita. La cessione del real estate, aveva ricordato Morelli, fa parte degli impegni vincolanti del piano di ristrutturazione siglato con la Commissione Europea per ottenere l’aiuto di Stato. (riproduzione riservata)