Il tribunale non fa fallire Moby

di Andrea Montanari 09/10/2019 14:53

Il tribunale non fa fallire Moby
 
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Niente fallimento per Moby. Il gruppo di trasporto marittimo che fa riferimento alla famiglia Onorato non rischia l'insolvenza e può continuare a restare sul mercato anche se le condizioni strutturali sono da monitorare con attenzione, come ha sottolineato nei giorni scorsi l'agenzia di rating Moody's. E non è da escludere che nel futuro della società ci sia l'opportunità di fare ricorso ad altre procedure, come il concordato preventivo.

Questo almeno sostengono i giudici del Tribunale di Milano che questa mattina, "accogliendo la difesa di Moby ha dichiarato l'infondatezza di quanto sostenuto da alcuni bondholders ed ha respinto l'istanza di fallimento presentata da questi ultimi, che sono stati anche condannati al pagamento delle spese giudiziarie", si legge in una nota diramata dalla società di trasporto assistita nella vicenda dallo studio legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners.

Nel dispositivo firmato dai giudici però viene anche caldeggiata l'ipotesi che il gruppo acceda a una procedura di crisi minore, come il concordato preventivo o l’accordo per la ristrutturazione del debito (che ammonta a 574 milioni) ritenendo che attualmente non vi sia alcuno stato di insolvenza, ma sottolineando la possibilità in futuro, tra circa un anno, di una crisi concreta.

Per tutelare la propria posizione, "Moby sta valutando la proposizione di un'azione giudiziaria nei confronti di Sound Point e degli altri fondi speculativi ricorrenti per ottenere il risarcimento dei danni causati dalla loro azione".

"Abbiamo avuto notizia del provvedimento con cui la Sezione Fallimentare del Tribunale di Milano ha ritenuto non sussistenti, allo stato, i requisiti per la dichiarazione dello stato di insolvenza di Moby. Il provvedimento ha colto lo spirito dell’iniziativa dei nostri clienti, dando atto dello stato di crisi di Moby e della necessità per la società di ricorrere, senza indugio e sotto il monitoraggio del collegio sindacale, a strumenti di superamento della crisi, attraverso l’accesso ad una procedura concorsuale minore. Le argomentazioni del Tribunale saranno oggetto di più approfondito esame nel corso delle prossime ore, anche al fine di verificare i termini di un eventuale reclamo", ha commentato l'avvocato Francesco De Gennaro dello Studio DLA Piper, per conto degli obbligazionisti istanti e del collegio difensivo.

Va però sottolineato che nei giorni scorsi Moody's, nel confermare il rating Caa3 alla società, ha evidenziato preoccupazioni sulla sua liquidità dal momento che la compagnia di navigazione deve affrontare scadenze di rimborsi materiali obbligatori sul debito e potenziali esborsi significativi nei prossimi dodici mesi che potrebbero rendere necessaria una ristrutturazione del debito.

Moody's, che non ha preannunciato modifiche del giudizio, ha segnalato l'incertezza sul piano dell'azienda e sulla capacità della stessa di rispettare i nuovi limiti di zolfo imposti dal 2020 dall'Organizzazione marittima internazionale in relazione al combustibile marittimo. Il rating attuale riflette inoltre l'ambito geografico limitato in cui opera Moby, la sua elevata esposizione alla volatilità dei prezzi del carburante, l'elevata leva finanziaria e la generazione di cassa negativa e le pratiche aggressive di corporate governance.

Mentra tra i fattori positivi vengono indicati dagli analisti dell'agenzia internazionale il buon posizionamento di mercato e la visibilità dei ricavi grazie ai contratti pubblici. (riproduzione riservata)