Gazidis: abbiamo salvato il Milan dal fallimento

di Andrea Montanari 09/10/2019 17:29

Gazidis: abbiamo salvato il Milan dal fallimento
 
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La crisi sportiva è conclamata. E servirà la scossa, che potrà dare il nuovo allenatore Stefano Pioli. Ma il Milan sta vivendo da anni anche una crisi gestionale legata al passaggio di proprietà alquanto complesso che ha portato nell'arco di un anno e mezzo il club rossonero transitare dalla galassia Fininvest (oltre 900 milioni di liquidità garantita in 31 anni di gestione) a quella targata Elliott, ossia il fondo attivista americano che ha rilevato il controllo della società escutendo il pegno (303 milioni) sulle quote in possesso, per brevissimo tempo, al carneade cinese Yonghong Li.

E proprio nel mese di ottobre il Milan ufficializzerà i numeri della stagione 2018-2019 che, come già anticipato da MF-Milano Finanza, si chiuderà con una perdita oscillante tra gli 80 e i 90 milioni. Il dato emergerà con evidenza durante l'assemblea dei soci del club rossonero che deve essere convocata entro il 31 ottobre (lo scorso anno si tenne il 25 ottobre). Una perdita rilevante che non arriverà ai livelli (126 milioni) di quella dell'esercizio fiscale 2017-2018, quello targata Yonghong Li e Marco Fassone, ma sarà superiore al dato negativo registrato dall'ultima annata a gestione Fininvest, 73 milioni di rosso.

E con un simile deficit di bilancio il fondo di Paul Singer sarà costretto a intervenire mettendo mano al portafoglio per coprire la perdita e soprattutto ricostuire il capitale, perché con ogni probabilità una volta conteggiato il rosso di gestione, il patrimonio netto della società diventerà negativo. Ma proprio in questi giorni, Elliott ha fatto sapere al cda di essere pronto a fare la sua parte. Ora resta da capire solo l'entità della nuova iniezione di liquidità che farà alzare il conto, già salato, per il fondo Usa che dopo aver presentato oltre 300 milioni a Li si è fatto carico anche degli interessi (circa 80 milioni) e poi è intervenuto per rimborsare i bond in circolazione (123 milioni). Per un esborso totale per ora che sfiora il mezzo miliardo. Cifra che potrebbe lievitare sensibilmente in seguito alla ricostituzione del capitale del club.

In questo difficile contesto, con i tifosi sul piede di guerra, ecco che l'ad Ivan Gazidis, uomo di fiducia dei Singer, proveniente dall'Arsenal, ha provato a gettare acqua sul fuoco e, soprattutto, addossando di fatto le colpe dell'attuale situazioni alle gestioni precedenti.

"Abbiamo ereditato un club che abbiamo dovuto salvare dall’insolvenza, da una retrocessione in Serie D che purtroppo hanno patito in passato altri club, come Parma, Napoli, Fiorentina", ha dichiarato Gazidis durante la conferenza stampa di presentazione di Stefano Pioli, tenutasi quest'oggi. "Comprendo e condivido la frustrazione dei nostri tifosi. Il Milan ha sofferto negli ultimi anni, comprensibile che si tema che le difficoltà del club non finiranno mai, ma siamo in un percorso che non è facile. Il percorso che faremo insieme a Boban, Maldini e Massara è difficile ma troveremo la
nostra strada e le decisioni che prendiamo, le prenderemo sempre insieme".

 

Gazidis, per cercare di smorzare i toni delle polemiche, ha poi specificato quale sia la strategia della società e quindi di fatto dell'azionista Elliott." La volontà della nostra proprietà è quella di investire, come dimostra lo stadio. Dove investiremo 1.2 miliardi di euro. Zvone Bobab, Paolo Maldini e Ricky Massara sono qui e anche loro sanno che sarà difficile. Sanno cosa vuol dire combattere per essere i migliori. Il percorso sarà pieno di insidie, ma le supereremo. Abbiamo una squadra che per poco non è andata in Champions. Ma sappiamo che non è abbastanza. Siamo il sesto club per spesa in Europa e i fan vedranno i miglioramenti. Capiamo la loro frustrazione. C’è tempo per riprendere la strada verso la Champions, che dista quattro punti", ha concluso l'ad del Milan, il cui top management, è bene ricordarlo, guadagna oltre 10 milioni netti su base annua. (riproduzione riservata)