Wall Street in rosso per l'inversione della curva dei rendimenti dei titoli di Stato

14/08/2019 16:07

Wall Street in rosso per l'inversione della curva dei rendimenti dei titoli di Stato
 
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Apertura in netto calo sui listini azionari americani opo che la curva dei rendimenti dei titoli di Stato americani si è invertita nel corso degli scambi di oggi, per la prima volta dal 2007 alimentando i timori su una contrazione dell'economia Usa nei prossimi mesi. Il costo di finanziamento dei T-Note a due anni ha infatti superato quello dei bond a dieci anni. L'inversione è un segnale storicamente affidabile di una recessione in arrivo per l'economia americana, e non avveniva dal 2007. Così l'indice Dow Jones sta perdendo il 2,0'2%, l'S&P 500 il -2,06% e il Nasdaq Composite sta lasciando sul terreno il 2,13%.

L'inversione è "un segnale preliminare" e storicamente la contrazione dell'economia è arrivata in tempi che variano da otto a 24 mesi, spiega Stephen Suttmeier, technical strategist di Bank of America. Gli analisti di Credit Suisse hanno compilato alcune statistiche da cui emerge che le ultime cinque volte che la curva si è invertita nel tratto 2-10 anni è in seguito arrivata una recessione. In media il tempo tra il movimento del mercato e la contrazione economica è stato di 22 mesi e nello stesso periodo l'indice S&P500 ha guadagnato in media il 12%. In particolare l'azionario in media non registra un andamento negativo prima di 18 mesi dall'inversione della curva.

Dopo una significativa inversione della curva dei tassi americana "l'azionario ha sostanzialmente i giorni contati", commenta Suttmeier. Se il movimento si ribalta, "può esserci un rally transitorio, ma seguito da una fase ribassista con l'aumento dei segnali di recessione", continua l'esperto, sottolineando come le tempistiche siano l'elemento piu' incerto.

I rendimenti obbligazionari sono in calo in tutto il mondo, con i timori su una recessione globale che si stanno facendo sempre più concreti. Nel dettaglio il tasso sul Bund è sceso fino a -0,65% e il rendimento del Treasury trentennale rischia di rompere e scendere sotto il livello psicologico del 2%, attestandosi al minimo storico a 2,015%.

L'effetto delle tensioni commerciali si sta già facendo evidente nei dati macro cinesi, con il valore aggiunto della produzione industriale cresciuto del 4,8% a luglio, in rallentamento rispetto al +6,3% di giugno.

Al contempo il Pil della Germania del secondo trimestre è risultato in contrazione dello 0,1% dell'economia, nonostante siano in linea con le attese.

A placare i timori sul futuro dell'economia non è bastato il rinvio a metà dicembre dell'applicazione dei dazi su 300 miliardi di merci cinesi da parte degli Usa, annunciato ieri dall'amministrazione Trump.

Nel frattempo, il cambio euro-dollaro sta trattando a 1,1178, mentre il rendimento del T-Note biennale si è assestato all'1,599% e quello del decennale dell'1,602%.