Btp al 2040, le richieste oltre 23,5 miliardi

di Paola Valentini 12/06/2019 11:19

Btp al 2040, le richieste oltre 23,5 miliardi
 
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La contemporanea asta dei Bot a un anno per 6,5 miliardi, che ha fatto il tutto esaurito con un rendimento in calo allo 0,069% (-5 punti base), non ha frenato la domanda del nuovo Btp 20140, annunciato ieri sera e collocato stamattina tramite un sindacato di banche (Morgan Stanely, Nomura, Mps Capital Services, Natwest e Societe Generale). Mentre lo spread Btp-Bund viaggia in allargamento a 262 punti base dai 254 di ieri, le richieste per il titolo di Stato ventennale, secondo quanto riportato da Dow Jones Newswires, hanno finora superato i 23,5 miliardi di euro.

E la gudance di prezzo è stata fissata in 12 punti base in più sul Btp con scadenza a settembre 2038. "E' evidente che, alla gestione del debito pubblico, giudicano attraenti questi livelli" di rendimento e spread "e vogliono giustamente approfittare un po' della domanda rigogliosa", sottolinea Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners.

Il collocamento via sindacato del nuovo Btp 2040 è il terzo da inizio anno di un titolo a lunga scadenza con questa modalità. Nei primi mesi del 2019, il Mef ha collocato 10 miliardi di euro di Btp a 15 anni e 8 miliardi di euro di Btp al 2049. La portata dei collocamenti "è stata salutare finora" sui titoli a lunga scadenza, commentano gli strategist di Unicredit, sottolineando come "questo contribuisce a mantenere elevata la durata media del debito, e si tratta di un fattore positivo".

D'altro canto, aggiungono gli esperti, la forte domanda di titoli a lunga scadenza "suggerisce che gli investitori sono su posizioni difensive". Da Unicredit si aspettano che la taglia del collocamento di oggi possa aggirarsi sui 6 miliardi di euro, "abbastanza per compensare la decisione di non emettere un nuovo Btp Italia" e "ridurre la pressione nelle prossime aste".

Per prevedere la reazione del mercato obbligazionario all'emissione sarà fondamentale valutare la composizione della domanda per il titolo, affermano ancora gli strategist di Unicredit, ricordando come gli hedge fund hanno rappresentato rispettivamente il 7% e l'11% della domanda negli ultimi due collocamenti via sindacato bancario di inizio anno. "La presenza di investitori di lungo termine dovrebbe favorire una risposta positiva da parte del mercato quando i collocamenti saranno terminati", aggiungono gli esperti.

Ma in tutta Europa la seduta odierna è intensa sul fronte delle emissioni, fattore che potrebbe impattare sul rendimento del Bund. Nello specifico la Germania e il Portogallo collocheranno titoli di Stato a 10 anni. La Spagna ha poi annunciato un'emissione via sindacato di Bonos decennali, per un ammontare pari a 6 miliardi di euro. La domanda ha già superato 31 miliardi di euro. Gli analisti di Commerzbank fanno comunque notare che le aste odierne saranno supportate da consistenti rimborsi e dai reinvestimenti della Banca centrale europea.

I Paesi della periferia dell'Eurozona hanno deciso di approfittare del recente calo dei rendimenti dei titoli di Stato a lunga scadenza e della solida domanda di bond in scia all'estensione della forward guidance sui tassi di interesse da parte della Banca centrale europea della scorsa settimana, conferma Christin Tuxen, capo analista di Danske Bank. L'esperto si aspetta una domanda molto forte per i Bonos. Inoltre anche il livello alto dei rendimenti dei Btp dovrebbe essere di appeal per gli investitori.

"La sovrapposizione con l’asta dei Bot a 12 mesi e con il decennale spagnolo non dovrebbe invece essere un elemento di preoccupazione per la natura diversa dei titoli in emissione", sottolineano da Mps Capital Services. L’annuncio è arrivato ieri "in chiusura di mercato dopo un pomeriggio che ha visto una solida price action positiva del Btp, tornata vicino ai principali movimenti delle altre carte sovrane europee", aggiungono da Mps Capital Services.

La scelta di lanciare questo nuovo deal dovrebbe quindi "permettere al Tesoro di consolidare il percorso di raccolta del 2019. Ad oggi, con metà delle tornate di asta eseguite, il Tesoro ha raccolto 125 miliardi di euro, esattamente la metà del target per quest’anno", commentano ancora gli analisti di Mps Capital Services.

Gli esperti della banca calcolano che nella prima parte dell’anno, la raccolta tramite aste ordinarie sul medio e lungo termine è stata più bassa di circa 12 miliardi rispetto allo stesso periodo 2018, -11,5%, grazie al contributo delle emissioni sindacate pari a 18,2 miliardi di euro, limitando così in questi mesi la pressione da offerta sul mercato. "In caso di successo di questa operazione, si può quindi immaginare un secondo semestre  ancora più soft negli appuntamenti di asta, avendo il Tesoro la possibilità di fare ulteriore funding con i prodotti linkati all’inflazione, tra cui il Btpei e il Btp Italia, ed eventualmente con l’atteso deal in dollari", commentano gli analisti di Mps Capital Services.